Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa continuità aziendale non può essere affidata a una dichiarazione programmatica o a un’etichetta applicata alla proposta. Deve emergere, sin dalla fase di ammissibilità del concordato preventivo, come un progetto giuridicamente sostenibile, economicamente coerente e costruito su valori verificabili.
È il principio che si ricava dalla pronuncia n. 22960 del 9 luglio 2026, con cui la Prima Sezione civile della Corte di Cassazione rafforza il perimetro del controllo giudiziale sul concordato in continuità.
Il passaggio centrale riguarda la natura del giudizio di ammissibilità. Secondo la Suprema Corte, il Tribunale non può fermarsi alla ritualità formale della domanda, alla presenza dei documenti richiesti o alla correttezza esteriore della proposta.
Il controllo deve estendersi al contenuto del piano e della documentazione allegata, secondo un criterio di legalità sostanziale, verificando anche che il progetto non sia manifestamente inidoneo a soddisfare i creditori e a conservare i valori aziendali.
Il caso della continuità indiretta







