L’infrastruttura IT di un’azienda non è qualcosa di statico, ma varia e si aggiorna costantemente per adeguarsi alle nuove esigenze e alle nuove tecnologie. Il rischio, altrimenti, è quello di trovarsi con un’infrastruttura che fatica a tenere il passo con il maggior numero di dipendenti o con la crescita esponenziale dei dati da gestire. Riducendo di conseguenza la produttività.

A volte si può procedere semplicemente aggiornando i server, ma in altri casi è necessario prendere decisioni più drastiche e ripensare interamente l’architettura. Come ha fatto AXOL Server, realtà italiana specializzata nella progettazione e gestione di infrastrutture iperconvergenti, con Centrogest S.p.A., società bolognese con 2.800 dipendenti e circa 50 milioni di euro di fatturato attiva nel facility management: manutenzione degli impianti e gestione dei sistemi di sorveglianza e sicurezza.

Il problema di Centrogest e la soluzione di AXOL Server

L’infrastruttura di Centrogest stava iniziando a mostrare i sintomi dell’età. Era lenta, basata su hardware ormai datato, inadatta a supportare la crescita dell’azienda. Con l’ingresso di Gianluca Felici in qualità di nuovo responsabile IT, si è deciso di effettuare un importante aggiornamento dell’infrastruttura. L’azienda ha quindi contattato AXOL Server, che l’ha supportata nel realizzare un cluster Proxmox VE a tre nodi, con un server di backup separato. La continuità è inoltre garantita da una copia off-site su storage S3 con Object Lock e un sistema di alimentazione capace di avviare lo spegnimento ordinato della piattaforma.