«Il modo in cui trattiamo la natura e gli animali è uno specchio di come trattiamo gli altri e noi stessi». Da anni Pippa Ehrlich indaga con i suoi film la connessione tra gli esseri umani e gli animali. Dopo il premio Oscar per “Il mio amico in fondo al mare”, con cui nel 2021 raccontava l’insolita amicizia tra un sub e un polpo, questa sera la regista sudafricana presenta a Cogne, in occasione del Gran Paradiso Film Festival, “Pangolin: Kulu’s Journey”, la storia di un uomo e di un cucciolo di pangolino, il mammifero più trafficato al mondo. Durante un’operazione di salvataggio della fauna in Sudafrica il fotografo Gareth Thomas riesce a mettere in salvo un cucciolo, che viene chiamato Kulu. Aiutarlo a tornare nel suo habitat naturale diventerà il suo nuovo scopo nella vita.
«Spero che le persone si innamorino di Kulu e si lascino ispirare dalla straordinaria dedizione e compassione del team di persone che ha fatto sacrifici reali per restituirlo alla natura selvaggia – racconta la regista – Il nostro mondo è plasmato dall'azione collettiva di miliardi di individui. Se imparassimo ad essere più compassionevoli e meno individualisti, vivremmo in un mondo migliore».
In che modo il cinema può aiutarci a ripensare il nostro rapporto con la natura?







