False voci sul confine aperto spingono centinaia verso l’enclave
Milano, 31 lug. (askanews) – False voci sull’apertura del confine hanno spinto migliaia di persone, anche bambini, verso Ceuta, enclave spagnola in Nord Africa e uno dei due soli confini terrestri tra Unione europea e continente africano. In moltissimi hanno tentato di raggiungerla a nuoto dal Marocco. Sono almeno 27 i corpi recuperati in mare.
Madrid ha mobilitato l’esercito in appoggio alla Guardia Civil, impegnata nei controlli alla frontiera. Gli agenti presenti nell’enclave saranno raddoppiati. Il ministero dell’Interno spagnolo stima quasi 49 mila ingressi nelle sole ultime 24 ore.
A Ceuta centinaia di residenti sono scesi in piazza, denunciando una città senza protezione. Cori nazionalisti, negozi chiusi e residenti affacciati ai balconi hanno accompagnato la protesta, degenerata in inseguimenti e aggressioni contro gruppi di migranti.
Sul lato marocchino, a Fnideq, le forze dell’ordine hanno bloccato l’accesso al confine. Tra le persone tornate indietro c’è Abdelhakim: “Questa mattina ho sentito la notizia e sono venuto qui. Ho visto l’inferno. Abbiamo camminato per 14 chilometri attraverso le montagne, ma ci siamo detti che non importava, purché il confine fosse aperto. Una volta arrivati, ci hanno detto di prendere la strada del mare. Poi mi sono ritrovato completamente sommerso dall’acqua; stavo soffocando e ho visto due ragazzi di 22 anni morire davanti ai miei occhi. A quel punto sono tornato indietro: mi sono ricordato che anch’io ho due figli e che non potevo rischiare la vita”.










