Una manifestazione nata per celebrare la libertà deve arrendersi alla paura. Gli organizzatori dello “Zug der Liebe” (il “Treno dell’amore”), la parata di Berlino dedicata a tolleranza, diversità e solidarietà prevista per il 29 agosto, hanno annunciato la cancellazione dell’evento dopo l’attentato islamico avvenuto in occasione del Christopher Street Day.La decisione, riferisce Die Zeit, è stata motivata da un “cambiamento percepibile del clima sociale”. Una formula prudente per descrivere una realtà molto più brutale: oggi organizzare una manifestazione Lgbt nel cuore della capitale tedesca significa prepararsi a blocchi stradali, controlli personali, agenti pesantemente equipaggiati e misure di sicurezza da zona rossa. La causa è cristallina: il terrorismo islamico.Condizioni incompatibili, secondo i promotori, con l’idea originaria della parata: uno spazio libero, spensierato e privo di paura. Alle preoccupazioni per la sicurezza si sono aggiunti alcuni problemi organizzativi, dai camion non disponibili al mancato accordo con le autorità sul volume della musica. Ma è evidente che, dopo quanto accaduto al Csd, tutto il resto sia diventato secondario.Come noto a tutti, sabato sera il ventunenne Abdul Rahman Toufic Ballout si è scagliato contro la folla a bordo di un’auto. Subito dopo, l’attentatore ha colpito altre persone con un’arma da taglio. Una donna è morta e 31 persone sono rimaste ferite, alcune in modo grave. L’autore dell’attacco, animato da motivazioni islamiste, è stato ucciso il giorno successivo dalla polizia durante il tentativo di arresto.Il Csd di Amburgo si svolgerà comunque, ma con misure di sicurezza rafforzate e un numero di agenti quasi doppio rispetto all’anno precedente. L’associazione berlinese parteciperà con un camion e abiti scuri, in segno di rispetto per la vittima e per i feriti. Resta però una domanda che buona parte dell’attivismo progressista europeo continua a evitare. Per anni abbiamo visto sfilare cartelli con le scritte “Queers for Palestine” e “Gays for Gaza”. Una parte della comunità Lgbt ha abbracciato senza riserve la causa palestinese, trasformando Israele nel nemico assoluto e ignorando ciò che avviene nei territori controllati dagli islamisti.Hamas fonda la propria ideologia sulla sharia e considera l’omosessualità un crimine. Non riconosce le libertà sessuali celebrate nelle piazze occidentali, anzi le perseguita. Eppure, nei cortei europei, l’unica democrazia mediorientale nella quale gay e lesbiche possono vivere apertamente è stata dipinta come uno Stato criminale, mentre i fanatici che li vorrebbero nascosti, incarcerati o morti sono stati trasformati in simboli di resistenza.Adesso la contraddizione si presenta nella sua forma più feroce. Non è Israele a costringere una parata Lgbt di Berlino alla cancellazione. È il terrorismo islamista. Forse qualcuno, sotto le bandiere arcobaleno, ha il coraggio di guardare la realtà e capire che con gli islamisti non c’è dialogo.
Il terrore islamista ferma il corteo gay. La sharia presenta il conto agli attivisti Lgbt
Dopo l’attentato al Csd di Berlino cancellata la parata “Zug der Liebe”. I “Queers for Palestine” scoprono che per Hamas l’omosessualità è un crimine














