Finora rarissimi se non sconosciuti nel Vecchio continente – il nostro, che si sta surriscaldando a velocità doppia rispetto alla media globale –, i pirocumulonembi si stanno affacciando quest’estate in Spagna, Francia e pure in Italia, mentre finora erano presenti soprattutto nel continente americano. Si tratta di nuvole nate a partire dagli incendi estremi, che sviluppano forte calore e quindi intense correnti ascensionali generando diverse tipologie di nubi convettive, fino a veri e propri temporali capaci di produrre intense raffiche di vento e fulmini (ma piogge scarse o nulle): una volta arrivati allo stadio del pirocumulonembo l’incendio diventa quasi impossibile da domare, perché si autoalimenta attraverso il vento e i fulmini che innescano nuove fiamme. Un incubo alimentato dalla crisi climatica, a causa dell’impiego di combustibili fossili come gas, petrolio, carbone.

Il cambiamento climatico indotto da mano umana ha infatti reso le condizioni meteorologiche estreme che hanno alimentato i recenti incendi boschivi «almeno due volte più probabili nel sud-ovest della Francia e almeno venti volte più probabili nella Spagna centrale», secondo quanto emerso da un’analisi pubblicata oggi dagli scienziati del World weather attribution (Wwa), i quali sottolineano che si tratta di «stime prudenti».