Continua a salire la tensione intorno al caso Delmastro. Questa mattina il deputato di Avs Devis Dori, presidente della Giunta per le Autorizzazioni, è piombato a Montecitorio per chiedere ai commessi della Camera di dargli le chiavi della cassaforte dove è conservato il cd con le chat tra l'ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, di FdI, e Mauro Caroccia, ristoratore considerato vicino al clan Senese. I commessi si sono rifiutati e hanno sventato il blitz, lasciando Dori a mani vuote. Il presidente della Giunta, furioso, voleva sapere su che basi gli è stata negata la richiesta e pare stesse pensando di indire persino una conferenza stampa.
Il motivo del diniego, però, sembra piuttosto chiaro, nonostante la storia si sia aggrovigliata nelle ultime 24 ore. Ieri, infatti, era slittato il voto dell'Aula di Montecitorio che doveva decidere se approvare o respingere la richiesta dei pm di Roma di acquisire le chat tra Delmastro e Caroccia. Voto slittato a causa dell'arrivo a Montecitorio, la sera prima, di una lettera inviata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi, con cui informava il presidente della Camera di aver ricevuto una memoria difensiva dall'avvocato di Caroccia con un cd contenente proprio la trascrizione delle chat tra l'esponente di Fratelli d'Italia e Caroccia.











