Il caso delle chat tra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia sembra non finire mai. Ogni giorno, un nuovo colpo di scena. Ieri (30 luglio) - proprio quando l’Aula di Montecitorio si sarebbe dovuta esprimere sulla richiesta di visione da parte della procura di Roma - il ritorno in Giunta dopo la lettera inviata dal procuratore capo dell’ufficio capitolino, Francesco Lo Voi, al presidente della Camera Lorenzo Fontana. Oggi, invece, un altro scontro: con il presidente della Giunta Devis Dori (Avs) che avrebbe voluto visionare le conversazioni tra l’ex sottosegretario (non indagato) e l’uomo considerato dagli inquirenti prestanome del clan Senese.I commessi, su indicazioni della presidenza della Camera, non hanno dato le chiavi della cassaforte in cui è fisicamente custodito il cd in cui ci sono le chat, disattendendo le stesse indicazioni di Dori di renderle disponibili dalle 10 di venerdì mattina. Qualcosa potrebbe cambiare lunedì quando arriverà il parere di un’altra Giunta, quella per i regolamenti.“Insieme ad altri membri della Giunta siamo all'interno degli uffici dove intendevamo accedere alla documentazione relativa al caso Delmastro, ma gli uffici hanno ricevuto indicazioni da parte della presidenza della Camera di non essere collaborativi, quindi non possiamo accedere al cd - rende noto lo stesso Dori. Ho scritto al presidente Fontana per avere una sua lettera con la quale impone agli uffici formalmente di non collaborare. Finché questa lettera non arriverà staremo fermi in Giunta”.Poi è arrivata una nota congiunta di Pd, M5s e Avs, che punta il dito contro Fontana: “Dopo due ore di attesa ci è stato negato l'accesso alle documentazioni riguardanti il caso Delmastro/Caroccia - si legge -. La decisione è stata assunta dal Presidente Fontana che ha scelto di produrre una gravissima lesione delle prerogative parlamentari. Ci riserviamo di agire in ogni sede a tutela delle nostre prerogative parlamentari e della dignità e autonomia dell'istituzione, oggi offesa da chi più di ogni altro dovrebbe garantirla”.