BRUXELLES. Più che un incidente diplomatico, l'ennesimo segnale di una distanza che si allarga. La tensione tra Italia e Spagna sui migranti arrivati nelle ultime ore a Ceuta, culminata nella convocazione dell'ambasciatore italiano a Madrid, è solo l'ultima di una serie di scontri che hanno visto protagonisti Roma e Madrid anche in sede europea, dove i due Paesi, in teoria accomunati se si guarda alla tradizionale distinzione tra Europa del nord e del sud, in realtà negli ultimi tempi hanno avuto molti più disaccordi rispetto ai punti realmente in comune.

Sul terreno della migrazione, ad esempio. La minaccia di sospendere l'accordo Schengen nei confronti della Spagna, paventata sia da Giorgia Meloni che dai due vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, è anche figlia di una dinamica per cui, all'inasprimento delle politiche Ue – spinto anche dall'azione di Meloni – è corrisposto un operato in totale controtendenza da parte dell'esecutivo di Sanchez. Già la sanatoria varata dal governo spagnolo, per regolarizzare circa 500mila migranti, aveva fatto storcere il naso a Bruxelles: "Gli Stati membri devono garantire che tali decisioni non mettano a rischio l'integrità dello spazio comune dell'Ue privo di controlli alle frontiere interne", aveva dichiarato il commissario agli Affari interni Magnus Brunner. Anche Tajani aveva criticato la decisione, definendola "una misura demagogica" e "difficile da comprendere" in una recente intervista a El Mundo. I due Paesi hanno anche avuto posizioni completamente diverse riguardo al regolamento sui rimpatri approvato di recente in sede europea, che apre anche alla possibilità di centri di rimpatrio in Paesi terzi. Se per Meloni si tratta di "un provvedimento storico" e una "soluzione innovativa", a margine dell'ultimo Consiglio europeo Sanchez ha dichiarato: "l’Europa deve affrontare la sfida migratoria con i Paesi d'origine, non scaricare il problema su Paesi terzi". E proprio all'ultimo vertice Ue le tensioni sulla politica migratoria tra Meloni e Sanchez erano venute fuori in sala, con la premier italiana che aveva criticato l'omologo spagnolo sulla sanatoria affermando come questa "avesse un impatto sui propri vicini". Un preludio alle tensioni di queste ore.