«Era sua madre a maltrattarla, non la sopportava». Dopo quasi sei mesi di silenzio, Emanuel Iannuzzi rompe gli indugi e accusa Manuela Aiello. Lo fa attraverso i suoi difensori, gli avvocati Maria Gioffrè e Cristian Urbini, delineando per la prima volta una linea difensiva che segna una svolta nell’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, morta a due anni con un trauma cranico. Iannuzzi, detenuto e indagato per maltrattamenti aggravati dalla morte della vittima, sostiene che fosse la madre della bambina a usarle violenza. Ammette inoltre di avere picchiato la compagna, ma afferma di averlo fatto «per difendere Beatrice».
La corrispondenza con il padre biologico È l’inizio di un duro scambio di accuse tra i due indagati, entrambi in carcere. La replica di Manuela Aiello, in realtà, era arrivata già nelle scorse settimane, anche se non davanti ai magistrati. La donna avrebbe infatti avviato dal carcere una corrispondenza epistolare con il padre biologico della bambina. In una delle lettere, oggi al vaglio della procura di Imperia, avrebbe scritto: «L’ha ammazzata lui», indicando proprio Iannuzzi come responsabile della morte della figlia. Ogni passaggio di quella corrispondenza è ora oggetto di approfondimento investigativo. Da quanto trapela, Aiello avrebbe inoltre chiesto di essere interrogata per riferire la propria versione dei fatti direttamente ai magistrati. Il cambio di strategia difensiva Dal giorno della tragedia, il 9 febbraio scorso, entrambi avevano sempre respinto ogni addebito, professandosi innocenti. Oggi, invece, ciascuno attribuisce all’altro le responsabilità per quanto accaduto alla piccola Beatrice. Un cambio di strategia difensiva destinato a essere attentamente valutato dagli inquirenti, che continuano a ricostruire le ultime settimane di vita della bambina attraverso testimonianze, consulenze medico-legali e ogni altro elemento raccolto nel corso delle indagini. Iannuzzi, detenuto nel carcere di Cremona, ha iniziato a fornire ulteriori dettagli che saranno verificati e confrontati con gli atti dell’inchiesta.






