Non serve violare un sistema per iniziare a costruire un attacco: spesso basta osservare. Il rischio cyber in vacanza può iniziare da dettagli considerati innocui. Una mail automatica con le date precise di assenza, la foto del biglietto aereo, la story sui social pubblicata dall’hotel, la riunione fatta dal bar della spiaggia, un QR code scansionato per pagare un parcheggio o consultare un menù. Informazioni separate e apparentemente poco utili. Ma molto più interessanti quando vengono messe a sistema.