La Basilicata aspetta a scuola 579 docenti. Immissioni in ruolo perlopiù al Nord ma con la maggior parte dei professori del Sud. Via alle assegnazioni. Più necessità nel posto comune, soprattutto a Potenza.
Il nuovo anno scolastico si avvicina e, come per ogni ciclo scolastico che ricomincia, andranno ridisegnati gli organici del personale docente che, per il 2026-2027, dovrà essere completato con 46.642 risorse. Tra queste, 579 saranno cattedre lucane, ovvero quelle in attesa dell’immissione a ruolo dei docenti secondo quanto disposto dal Ministero dell’Istruzione. Una corsa che, come ogni anno, rappresenta un’opportunità per il territorio della Basilicata, che proprio nella scuola potrebbe riscontrare, potenzialmente, le possibilità di riavvicinamento dei giovani autoctoni che hanno lasciato la regione per studiare al di fuori.
Tuttavia (e anche questo è un leitmotiv ripetuto ogni anno) il rischio principale è di ritrovarsi a settembre con l’anno scolastico alle porte e numerosi posti ancora scoperti. Il che, chiaramente, costringerebbe il Ministero ad attingere dalla schiera dei supplenti in attesa di collocazione, con un altrettanto evidente contraccolpo su una continuità didattica sempre più debole nel nostro Paese. Del resto, anche quest’anno lo squilibrio è abbastanza marcato: A fronte di una voragine occupazionale da riempire nel Nord Italia (con le sole Lombardia, Veneto e Piemonte a registrare, rispettivamente, 12.129, 5.094 e 4.397 cattedre da assegnare entro settembre), la maggior parte dei docenti in ottica di immissione a ruolo proviene dalle Regioni del Sud. Dove, di contro, i posti da occupare (sommati insieme) non si avvicinano nemmeno alla metà del totale. Il Settentrione, infatti, catalizzerà addirittura il 58,8% del personale docente.













