Quasi duemila cattedre in gioco da un capo all’altro dell’Isola, la terza quota più alta del Sud dopo Campania e Puglia. Sono i docenti che stanno per essere contrattualizzati a tempo indeterminato nelle scuole siciliane, al termine della seconda fase delle immissioni in ruolo, quella che collega nomi e cognomi a istituti e province, chiusa definitivamente venerdì scorso.Più nel dettaglio, si tratta di 1979 ingressi, oltre la metà distribuiti fra le tre città metropolitane di Palermo, Messina e Catania, con circa 200 unità nell’Agrigentino e altrettante nel Trapanese, tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado. Terminato il round delle assegnazioni, gli insegnanti avranno cinque giorni di tempo dalla pubblicazione dell’elenco per confermare la scelta o meno, ma difficilmente le scuole siciliane correranno il rischio di quelle lombarde o delle altre regioni settentrionali, dove ogni annata, visto anche l’alto numero di posti in gioco rispetto a quelli disponibili nell’Isola, molti incarichi rimangono vacanti.Rispetto al Nord, infatti, al di qua dello Stretto, le graduatorie concorsuali sono molto più dense e non sarà difficile trovare un sostituto scorrendo gli elenchi dei candidati. Questo perché...L'articolo completo sul Giornale di Sicilia in edicola e nell'edizione digitale.