La scuola campana arriva all'appuntamento con le immissioni in ruolo con una macchina amministrativa già pronta e un sistema di reclutamento profondamente cambiato. Il via libera del ministero dell'Economia e delle Finanze alle 46.642 assunzioni di docenti per l'anno scolastico 2026/2027 rappresenta, infatti, soltanto il punto di partenza di una trasformazione molto più ampia. Alla Campania assegnate 2.721 immissioni in ruolo, pari al 5,8% del contingente nazionale, confermando la regione tra quelle con il più elevato fabbisogno di personale. Ma la novità è che stavolta l'Ufficio scolastico regionale ha già predisposto graduatorie e avviando procedure che consentiranno di trasformare i posti autorizzati dal governo in assunzioni effettive.

IL CONTINGENTE La Campania dispone del quinto contingente nazionale, preceduta soltanto da Lombardia (12.129 assunzioni), Veneto (5.094), Lazio (4.454) e Piemonte (4.397). Il decreto, dopo l'autorizzazione del Mef, affida ora all'Usr della Campania la gestione dell'intera fase operativa: ieri è stata avviata la prima fase delle immissioni in ruolo, con l'assegnazione dei docenti alle province; seguirà la seconda fase, quella della scelta della sede scolastica. L'obiettivo è «arrivare all'avvio dell'anno scolastico con organici quanto più possibile completi, riducendo il ricorso alle supplenze e garantendo continuità didattica». Innovazione, Parthenope rilancia il patto con il Mit: «Così crescono le startup»La distribuzione provinciale conferma il peso dell'area metropolitana di Napoli, che assorbe 1.400 assunzioni, pari al 51,5% dell'intero contingente regionale. Seguono Salerno con 534 posti (19,6%), Caserta con 358 (13,2%), Avellino con 279 (10,3%) e Benevento con 150 (5,5%). Più di un docente su due destinato all'immissione in ruolo lavorerà quindi nelle scuole della provincia di Napoli. LA DISTRIBUZIONE Come emerge dall’analisi del tabulato dell'Usr, per la prima volta il sistema del reclutamento non ruota più attorno alle graduatorie ad esaurimento, ma ai concorsi pubblici. Nella Scuola dell'Infanzia il doppio canale sopravvive ancora: sulle 533 assunzioni autorizzate, 268 saranno effettuate dalle graduatorie concorsuali (50,3%) e 265 dalle graduatorie ad esaurimento (49,7%). Anche nella Scuola Primaria permane una quota significativa di Gae, ma ormai minoritaria: su 465 nomine, 280 saranno attribuite ai concorsi (60,2%) e 185 alle graduatorie ad esaurimento (39,8%). Nel sostegno della Primaria, inoltre, in diverse province le graduatorie storiche risultano già completamente esaurite. La svolta diventa netta nella Scuola Secondaria. Qui il decreto regionale riporta, per la quasi totalità delle discipline, la dicitura "Graduatorie ad esaurimento esaurite". Significa che le assunzioni saranno effettuate quasi esclusivamente attraverso le graduatorie di merito dei concorsi. Tra le procedure più consistenti figurano 105 nomine da espletare in Matematica e Scienze, 104 sul sostegno della scuola media, 56 in Italiano, storia e geografia, 50 in Tecnologia e 47 in Inglese. Nella Secondaria di secondo grado spiccano 50 assunzioni in Matematica e Fisica, 38 nelle Discipline letterarie e latino, 35 in Matematica e 22 in Filosofia e Scienze umane. CONCORSO PNRR La platea degli aspiranti docenti di ruolo è vasta. Le procedure del concorso Pnrr 3 hanno premiato ben 6.568 vincitori, suddivisi tra giovani docenti neo laureati e prof con qualche anno di supplenza alle spalle. Le graduatorie più numerose riguardano la Scuola Primaria, con 1.506 vincitori, la scuola dell'infanzia con 1.047, il sostegno della Scuola superiore di primo grado con 393, Matematica e Scienze con 330, Inglese nella Secondaria di secondo grado con 239, Scienze motorie con 150, Matematica con 141, Discipline letterarie con 140, Scienze giuridico-economiche con 103, Matematica e Fisica con 101 e Scienze economico-aziendali con 99 vincitori. È da questo bacino che saranno alimentate progressivamente le immissioni in ruolo dei prossimi anni. Parallelamente si assottiglia il patrimonio delle graduatorie ad esaurimento. In tutta la Campania restano 1.935 docenti (erano 3.900 quattro anni fa), di cui 1.150 nella provincia di Napoli, 309 a Salerno, 216 a Benevento, 130 ad Avellino e 130 a Caserta. Emblematico il caso del Salernitano, dove nelle graduatorie dell'Infanzia figurano ancora 31 insegnanti ultrasessantenni, nate entro il 1966, testimonianza di un precariato che ha attraversato decenni e che ora si avvia definitivamente alla conclusione. Il cronoprogramma è già fissato: entro il 30 luglio dovranno essere completate le immissioni in ruolo autorizzate dal ministero.