Milano, 31 luglio 2026 – La grandezza di un giocatore - e di un uomo - così come il segno lasciato nell'immaginario collettivo - si può comprendere da parecchi elementi. Uno di questi sono i soprannomi che, nel corso della sua esperienza su questa terra, gli sono stati assegnati. Franco Baresi è atleta e uomo che ha contato, durante la sua carriera, molti appellativi.
Il piscinin
E' il primo. Il piccolino, in dialetto lombardo. Funziona a Milano, sua città d'adozione, così come nel Bresciano, landa contadina che gli diede i natali. Gli viene affibiato per il fisico gracile e il volto da sbarbato all'inizio della carriera in rossonero, approdo eterno nella sliding door che a inizio anni '70 mal consiglia i dirigenti dell'Inter di scartare quel ragazzino esile e timido, nonostante le insistenze di don Piero, il parroco di Travagliato, grande tifoso nerazzurro. E' lui a convincere il presidente della squadra dell'oratorio a offrire gratuitamente Baresi junior all'Inter, perché lo inserisca nel suo settore giovanile. Nix, troppo gracile, è il verdetto. Che farà la fortuna dei rossoneri.
I soprannomi di Franco Baresi
Il Kaiser










