Con l’arrivo della stagione estiva e con l’aumento delle temperature, cresce il tempo trascorso all’aria aperta. In una regione come la Sardegna, dove il sole rappresenta una risorsa straordinaria ma anche un fattore di rischio, diventa fondamentale parlare di esposizione al sole consapevole. I raggi ultravioletti (UV), infatti, sono tra i principali responsabili dei danni cutanei, sia nel breve che nel lungo periodo.
I raggi UV si distinguono principalmente in UVA e UVB. I raggi UVB colpiscono gli strati più superficiali della pelle e sono quelli responsabili delle scottature solari, manifestazioni immediate di un danno cutaneo. I raggi UVA, invece, riescono a penetrare più in profondità nel derma, sono presenti tutto l’anno, anche con il cielo coperto e sono capaci di attraversare vetri e superfici; sono anche i principali responsabili del fotoinvecchiamento, causando perdita di elasticità, rughe e discromie cutanee, oltre a contribuire allo sviluppo di patologie più gravi, come i tumori della pelle.
Contrariamente a quanto si pensa, l’abbronzatura non rappresenta una protezione, ma una risposta difensiva dell’organismo a un’aggressione già avvenuta. L’esposizione ripetuta e non protetta ai raggi UV determina un accumulo di danni che, nel tempo, può compromettere in modo significativo la salute della pelle.









