Ci sono luoghi che assumono una valenza fondamentale nella storia di una città. Luoghi dove dovrebbe essere apposta una targa. Un po’ come l’incontro tra Garibaldi e Re Vittorio Emanuele ricordato da una stele posta a Borgonuovo, lungo la strada provinciale che collega Teano a Caianello, in provincia di Caserta. La stele della Coppa America napoletana dovrebbe essere posta nella biblioteca del Circolo Ilva di Bagnoli dove il 4 aprile 2025 Grant Dalton, Leslie Ryan, per New Zealand, Diego Nepi Molineris, Marco Mezzaroma, rispettivamente amministratore delegato e presidente di Sport e Salute, assieme al Colonnello Attilio Auricchio, Dirigente Struttura Commissariale per la bonifica di Bagnoli Coroglio, si sono ritrovati per firmare il patto che avrebbe dato il via alla Coppa America. La rampa di decollo il Circolo Ilva di Bagnoli che fa della cultura del lavoro, dello sport e della solidarietà sociale la propria mission dove sta nascendo un Centro Nazionale di preparazione Olimpica per gli sport del mare.

Il direttivo «Siamo ben disposti a poter essere di supporto alla Coppa America - spiega Osvaldo Cammarota, Componente del Direttivo del Circolo Ilva Bagnoli, figura storica del territorio bagnolese - ed al fianco di chiunque chieda un nostro supporto come dimostrano i tantissimi incontri e convegni che il Circolo ha ospitato. Il Circolo, con oltre 2500 soci, intende contribuire alla rigenerazione del territorio e anche alla buona riuscita della Coppa America; innovando e qualificando ulteriormente la propria mission, vuol essere un luogo di concreta attuazione delle politiche pubbliche per l’inclusione sociale, la salute, la cultura e lo sport per tutti». Ma resta una amarezza ed una forte incertezza sul futuro dell’area: «Il Circolo - continua Cammarota - ha chiesto di effettuare piccoli interventi di manutenzione, a proprie spese e senza alcun impatto ambientale, che servirebbero ad ammodernare le attrezzature e a rendere più agevole l’accesso agli sport del mare anche alle persone con disabilità. Questi interventi, tra l’altro, permetterebbero di migliorare l’accoglienza dei team della America’s Cup, alcuni dei quali hanno già manifestato interesse a frequentare le attività sportive e sociali che si svolgono nella struttura. Occorrono autorizzazioni, permessi, titolarità ad agire. Nonostante i pubblici apprezzamenti e incoraggiamenti da Ministeri del Governo nazionale, dal Commissariato per Bagnoli, dalle Istituzioni di governo locale, dai vertici del Coni, delle Federazioni sportive e persino dal vescovo di Pozzuoli, le attività e i progetti del Circolo incontrano impedimenti, lentezze e complicazioni». Lo scenario Gli ostacoli che si incontrano tuttavia, è il ragionamento che fanno al Circolo Ilva, fanno temere che «non si tengano in adeguata considerazione i valori economico-sociali prodotti dallo stesso Circolo (autorevolmente riconosciuti in ambienti scientifici e politico-istituzionali)». Nel recente rapporto “Lo sport per tutti, dalla Costituzione al territorio” e l’impegno del Circolo Ilva di Bagnoli, scritto dai professori Marco Musella e Antonio Minguzzi, si sottolinea come nel 2024 l’Ilva abbia prodotto più di 400mila ore di sport migliorando il capitale umano (nuovi tecnici istruttori) e i progetti di inclusione sociale realizzati nel segmento degli atleti disabili.