La crescita italiana corre più delle attese del governo. Nel secondo trimestre dell'anno, secondo la stima preliminare dell'Istat, l'economia nazionale si è espansa dello 0,2%. Un risultato che porta la crescita già acquisita per l'intero 2026 allo 0,8%, sopra la previsione dello 0,6% contenuta nel Documento di finanza pubblica stilato lo scorso aprile, quando erano trascorsi quasi due mesi dallo scoppio del conflitto nel golfo Persico e dal blocco del passaggio di navi e petroliere attraverso lo stretto di Hormuz. La guerra e la conseguente fiammata dell'inflazione avevano spinto il governo alla cautela nel definire il nuovo quadro di finanza pubblica. I numeri dicono invece che a fine anno l'economia italiana potrebbe addirittura arrivare fino all'1%, salvo frenate nei prossimi trimestri.
Il fatturato dell'industria, annunciato l'altro ieri e che ha superato i servizi, era già un segnale dell'andamento dell'economia reale. E a migliorare sono anche le attese sulla produzione. A luglio, ha rilevato il Centro studi di Confindustria, sono aumentate le aspettative, in particolare delle grandi aziende. Poco meno della metà delle imprese intervistate, infatti, prevede una stabilità della produzione (41,1%, contro il 47,3% di giugno), mentre il 49,0% si attende un aumento moderato o rilevante (43,9% a giugno).I settori «Dal lato dell'offerta la crescita congiunturale risulta trainata dal comparto terziario, mentre si registrano flessioni per il valore aggiunto dell'agricoltura e dell'industria», spiegano in una nota gli esperti dell'Istituto nazionale di statistica. «Dal lato della domanda, si rileva un contributo negativo della componente estera netta al quale si associa un più marcato contributo positivo della domanda interna al lordo delle scorte».Un andamento sorprendente alla luce dell'evoluzione della fiducia delle imprese nei vari settori nel corso del trimestre, spiegano gli esperti di Ing.In termini tendenziali la corsa del pil è stata invece dell'1% sullo stesso periodo dello scorso anno.«Ancora una volta l'Italia fa meglio delle previsioni», ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, affidando il suo commento a un messaggio su X, l'ex Twitter. «Continuate pure a sottovalutarci. Noi continueremo a lavorare e l'Italia continuerà a sorprendervi». Sul trimestre precedente l'Italia si muove allo stesso ritmo di Francia e Germania. Nel confronto con i mesi da marzo a giugno dello scorso anno, invece, batte le altre due grandi economie del Continente, con i francesi fermi a +0,7% e i tedeschi allo 0,9% (la crescita dell'eurozona è stata dell'1% e quella dell'Unione europea nel suo complesso dell'1,2%).«Nonostante il contesto internazionale negativo l'economia italiana cresce oltre le aspettative e le stesse prudenti previsioni dei documenti di finanza pubblica», ha commentato il Mef.«Sicuramente», ha aggiunto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, «a incidere sulla crescita è stato anche l'aumento dell'export a dispetto di guerre e dazi, con l'obiettivo raggiungibile di arrivare a 700 miliardi». «Per l'Italia, come emergeva già dai dati in alta frequenza, il sostegno alla crescita continua a derivare dalla domanda interna e dai servizi, che ancora non sembrano essere stati colpiti dalla ripresa dell'inflazione.Il permanere di dinamiche produttive positive continua a riflettersi anche sul mercato del lavoro», ha sottolineato a sua volta l'ufficio studi di Confcommercio. «La stasi dell'occupazione registrata a giugno, così come l'aumento delle persone in cerca di lavoro, al momento non desta particolari preoccupazioni». Ottimismo condiviso dagli analisti di Ing, per i quali, «a meno di una sostanziale recrudescenza del conflitto in Medio Oriente», stimare per fine anno una crescita allo 0,8% appare ora leggermente prudenziale. A influire è anche l'effetto Pnrr. Una settimana fa il Fondo monetario internazionale sottolineava la spinta attesa anche per il secondo semestre. Il Piano è arrivato all'ultimo miglio. Secondo quanto trapelato ieri, al 30 luglio i progetti conclusi sono 614 mila, per 125 miliardi di spesa già sostenuta e in attesa di poter richiedere l'ultima rata da 28,4 miliardi.L'agenda Mercoledì, intanto, il governo è atteso alle Camere per un'informativa sull'attivazione della clausola di salvaguardia nazionale prevista dal Patto di stabilità e crescita, che permetterà al Paese di ottenere flessibilità per le spese in difesa ed energia. L'informativa sarà anticipata da un confronto del Mef con le commissioni Bilancio di Camera e Senato, in calendario per martedì.













