L’economia italiana cresce un po’ più del previsto nel secondo trimestre del 2026, ma il motore continua a girare a basso regime. Secondo la stima preliminare diffusa dall’Istat, tra aprile e giugno il prodotto interno lordo è cresciuto dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1% su base annua. Meglio delle attese degli analisti, che prevedevano una sostanziale stagnazione congiunturale e una crescita tendenziale attorno allo 0,7%. Il dato consente all’istituto di statistica di rivedere al rialzo la crescita acquisita per il 2026, che sale dallo 0,6 allo 0,8%. Ma dalla nota che accompagna i dati emerge “lieve rallentamento congiunturale” rispetto all’inizio dell’anno. E nel frattempo il resto dell’area euro ha visto il pil destagionalizzato salire dello 0,4% e l’Ue dello 0,5%, in accelerazione sul primo trimestre.

Dal lato dell’offerta, il contributo positivo arriva esclusivamente dai servizi, mentre il valore aggiunto registra una flessione sia nell’industria sia nell’agricoltura. Un’indicazione coerente con i segnali di debolezza arrivati negli ultimi mesi dal manifatturiero, alle prese con una domanda internazionale ancora incerta e tensioni commerciali che continuano a pesare sugli scambi.