La sede del polo umanistico di Torino resterà chiusa dal 1° al 23 agosto per contenere i costi di gestione. La decisione, legata al piano per ridurre il disavanzo di bilancio, ha subito scatenato le critiche di studenti, docenti e ricercatori.

«E la tesi la scrivo a casa della rettrice?» oppure «La tesi la volete ancora entro il 31 ottobre?». Sono alcune delle scritte comparse sui cartelli nel corridoio di Palazzo Nuovo, una delle principali sedi del polo umanistico dell’Università di Torino, dopo l’annuncio della chiusura straordinaria dell’edificio dal 1° al 23 agosto. La decisione, presa dall’ateneo per ridurre i costi di gestione e contenere un disavanzo di bilancio che supera i 60 milioni di euro, ha provocato proteste tra studenti, docenti e ricercatori.

La protesta degli studenti

La chiusura estiva di Palazzo Nuovo ha colto di sorpresa molti studenti, soprattutto chi sta preparando gli ultimi esami o la tesi. «Di solito studio al Campus soprattutto per l’aria condizionata», racconta a La Stampa Matilde Marchisio, 25 anni, iscritta alla laurea magistrale. Le critiche non arrivano però solo dagli universitari, ma anche da una parte del personale accademico. Il Coordinamento UniTo, che riunisce docenti, ricercatori, dottorandi e studenti, accusa la governance dell’ateneo di non aver considerato le esigenze di chi frequenta quotidianamente gli spazi universitari. In un intervento pubblicato sul proprio blog si legge che «delle esigenze degli studenti la rettrice pare non interessarsi», contestando inoltre le spese sostenute negli ultimi anni per il nuovo campus di Grugliasco. Il coordinamento denuncia anche che già da settimane l’aria condizionata nelle aule viene spenta nel primo pomeriggio, mentre sono ancora in corso gli esami, costringendo in alcuni casi i docenti a spostare le prove nei propri studi.