Palazzo Nuovo occupato. «La rettrice chiude, noi apriamo» dicono i rappresentanti del Collettivo universitario autonomo, vicino al centro sociale Askatasuna. In vista del corteo di sabato, un centinaio di ragazzi - ma «già domani arriveranno diverse centinaia di persone» - del Cua insieme alle associazioni studentesche Cambiare rotta e Studenti indipendenti (prima lista all'Università di Torino) durante un’assemblea a Palazzo Nuovo hanno deciso di fermarsi a dormire.

L’università è degli studenti

scrivono su uno striscione improvvisato.

Protesta contro la chiusura

Il motivo dell’azione è protestare contro la decisione della rettrice Cristina Prandi di chiudere l’edificio per due giorni, venerdì e sabato, per impedire lo svolgimento della festa “Que viva Askatasuna” a sostegno del centro sociale, chiuso un mese fa. Una decisione che la rettrice ha detto essere «esclusivamente per motivi di sicurezza», ma che per i collettivi universitari «non è stata neutra o accidentale», bensì veicolata da «ingerenze poliziesche e di partito», nel nome della “sicurezza” e «contro l’interesse degli studenti».