Nel terzo giorno di occupazione di Palazzo Nuovo, la rettrice Cristina Prandi fa due cose: presenta un esposto in Procura e annuncia la sospensione di tutte le attività dalle ore 16 di ieri. Il motivo è «tutelare la sicurezza delle persone e degli spazi - spiega - a seguito di un'occupazione con la presenza anche di persone estranee all'ateneo».
Eventi e murales durante l'occupazione
Giovedì sera c'erano più di mille persone a ballare sulle note della band Tamango. La mattina dopo, chi è andato a Palazzo Nuovo a sostenere esami ha trovato un nuovo frigo bar, decine di scritte e un grande murale: “Torino è partigiana”. A organizzare il tutto ci sono gli esponenti di Askatasuna, del Collettivo universitario autonomo (vicino ad Aska), i rappresentanti di Studenti indipendenti (lista più votata a UniTo) e di Cambiare rotta. Ma la partecipazione è aperta a chiunque. A festeggiare universitari e tanti minorenni delle scuole superiori. Da bere ce n'è per tutti. Le telecamere che erano state installate dal precedente rettore Stefano Geuna proprio per scoraggiare occupazioni sono state oscurate con la vernice.
Una decisione senza precedenti
Questi alcuni dei motivi per cui la rettrice Prandi ha deciso di rivolgersi alla Procura. Una decisione che finora non era mai stata presa dall'università in caso di occupazione, neanche quando nella primavera 2024 l'edificio era rimasto bloccato un mese e mezzo. I motivi li mette in fila scrivendo alla sua comunità accademica, nel comunicare la sospensione delle attività. «La decisione è stata assunta a seguito di un'attenta analisi della situazione e considerando l'impossibilità di garantire condizioni adeguate di sicurezza all'interno dell'edificio, anche in relazione alla tipologia di attività abusive in corso, in locali non idonei».












