Prende forma la class action contro Netflix e per milioni di consumatori italiani potrebbe arrivare un rimborso stimato tra i 250 e i 500 euro, a seconda del piano di abbonamento. Migliaia di persone si stanno già muovendo. Ma il numero potrebbe lievitare nei prossimi mesi: i soggetti interessati potrebbero essere stimati in non meno di 5-6 milioni. Il punto arriva da Movimento Consumatori, che ha avviato l’azione collettiva, depositando ricorso lunedì 20 luglio, nei confronti della big americana dello streaming. L’associazione di consumatori parla di quasi 250.000 persone che hanno già manifestato interesse ad aderire all’azione collettiva. Cosa sapere Il rimborso è legato agli aumenti del prezzo degli abbonamenti applicati dal 2017 al 2024 sulla base di clausole contrattuali dichiarate vessatorie dalla sentenza del tribunale di Roma del 1° aprile scorso. Ora occorrerà aspettare il parere del Tribunale che dovrà esprimersi sull’ammissibilità della class action. «Dovrà fissare un’udienza, l’ipotesi è che la data sia decisa per fine anno – dice Paolo Fiorio, responsabile legale del Movimento Consumatori -. Dopo questa udienza il Tribunale dovrà valutare l’ammissibilità dell’azione. Se ritenuta ammissibile il Tribunale dovrebbe aprire la prima finestra per l’adesione dei consumatori, presumibilmente nella prima parte dell’anno prossimo». Chi vanta il diritto ai rimborsi La vessatorietà delle clausole, che consentivano modifiche unilaterali nei contratti di abbonamento, ha determinato l’illegittimità degli aumenti e il diritto al rimborso per tutti i clienti coinvolti. L'azione è rivolta ai consumatori che, dal 2017 al 2024, hanno attivato un abbonamento Netflix e hanno subito uno o più aumenti del canone mensile per l’applicazione delle clausole vessatorie. I soggetti interessati potrebbero essere stimati in non meno di 5-6 milioni. I rimborsi individuali per la restituzione degli aumenti applicati in tutto il periodo possono oscillare tra i 250 e i 500 euro a seconda del piano di abbonamento. La battaglia giudiziaria Il Movimento Consumatori ha avviato la class action nei confronti di Netflix Italy Services, che dal 2022 gestisce per il gruppo i clienti italiani e ha applicato gli aumenti illegittimi, e della società olandese Netflix International BV che ha ricoperto le stesse funzioni fino al 2021. Dopo la sentenza del tribunale di Roma, Netflix ha dichiarato di prendere molto sul serio i diritti dei consumatori, senza aver avanzato alcuna proposta di rimborso e anzi impugnando la sentenza inibitoria alla Corte d'appello di Roma. «Con questa iniziativa vogliamo assicurare ai consumatori una tutela piena ed effettiva – dichiara Alessandro Mostaccio, presidente del Movimento Consumatori - la sentenza del tribunale di Roma ha affermato un principio di grande rilievo: le modifiche unilaterali del prezzo devono rispettare rigorosi requisiti di trasparenza e di correttezza. Chi ha subito aumenti per clausole dichiarate vessatorie ha diritto di ottenere la restituzione delle somme indebitamente versate. Auspichiamo quindi che il tribunale dichiari ammissibile l’azione di classe».