Apochi giorni dalla sentenza del tribunale di Roma che ha giudicato illegittimi gli aumenti degli abbonamenti Netflix applicati negli ultimi sette anni, il Movimento Consumatori annuncia una vera e propria ondata di contatti: oltre 25mila utenti hanno già chiesto chiarimenti e manifestato interesse a farsi rimborsare. L'associazione, che ha promosso e vinto il primo round in tribunale, ora alza il livello dello scontro con il colosso dello streaming, invitandolo a rinunciare all'appello e a restituire spontaneamente le somme incassate in più. In caso contrario, la strada appare segnata: un contenzioso di massa, collettivo e individuale, destinato a durare anni. Il nodo, per il Movimento Consumatori, è la coerenza tra le dichiarazioni pubbliche di Netflix e il suo comportamento in tribunale. "Da un lato l'azienda sostiene che gli abbonati vengono prima di tutto e che prende molto sul serio i diritti dei consumatori, dall'altro annuncia l'impugnazione della decisione del giudice", si legge in una nota dell'associazione. Il presidente Alessandro Mostaccio lancia un appello che suona come un ultimatum: "Se Netflix vuole davvero mettere al primo posto gli interessi dei propri abbonati, rispetti la sentenza del Tribunale di Roma e proceda ai rimborsi. In questo modo eviterebbe un maxi-contenzioso collettivo e individuale, con un danno di immagine e di fiducia che potrebbe protrarsi per anni".
Netflix condannata, ora 25mila utenti chiedono il rimborso e la class action è già pronta
A pochi giorni dalla sentenza del tribunale di Roma che ha giudicato illegittimi gli aumenti degli abbonamenti Netflix applicati negli ultimi sette an...












