La risposta della Uefa dopo un summit online straordinario delle 55 nazionali europee: «Questa non è una 'decisione democratica', ma un governo basato sull'intimidazione, un atto di coercizione indegno»

«Nessuna nazionale Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa» finché Infantino non ritirerà il suo progetto volto a privatizzare le competizioni. È unanime la posizione delle delegazioni delle 55 nazionali che fanno parte dell’Uefa, riunite in un summit online straordinario per discutere della proposta del massimo organo calcistico mondiale di vendere a degli investitori privati una parte del valore dei tornei, tra cui il Mondiale, sottoforma di una società per azioni. «La UEFA e le sue 55 federazioni nazionali sono unite. Respingiamo all’unanimità e senza riserve la proposta della Fifa di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati», si legge nella nota pubblicata al termine della riunione indetta dal presidente Aleksander Ceferin.

Le motivazioni del boicottaggio

È battaglia aperta tra Fifa e Uefa. Il 29 luglio c’era già stato un duro comunicato di Ceferin contro l’iniziativa promossa da Infantino, intuendone le reali intenzioni. «La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente». Così la Uefa motiva la sua scelta di boicottare tutte le manifestazioni Fifa, finché il progetto «non verrà ritirato nella sua interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la Fifa non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata», prosegue la nota.