Dopo la riunione convocata d'emergenza, arriva la dura presa di posizione della Uefa contro la Fifa: «Respingiamo all’unanimità e in modo inequivocabile la proposta di trasferire quote di proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni a investitori privati».La Uefa boicotterà i tornei Fifa sinché il progetto di privatizzazione dei Mondiali non sarà ritirato. È questo l’esito della riunione di emergenza convocata nel pomeriggio di giovedì dall’associazione che rappresenta le 55 federazioni calcistiche europee, inclusa la Figc. «Nessuna squadra nazionale Uefa parteciperà a nessuna competizione Fifa finché queste proposte rimarranno in vigore, a meno che tale proposta non venga abbandonata nella sua interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la FIFA non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata», si legge nella nota emessa al termine del vertice. Lo scontro fra Fifa e Uefa arriva così a livelli senza precedenti. I due più potenti e ricchi organi di governo del calcio sono in rotta di collisione da tempo, intenti a contendersi spazio nei calendari e nei budget di emittenti televisive e sponsor. Il piano della Fifa per far entrare investitori finanziari nella Fifa rappresenta però un punto di svolta. Il presidente Gianni Infantino intende costituire una società commerciale del valore di 20 miliardi in cui far confluire diritti tv, sponsor e biglietti dei Mondiali per nazionali e club. Il progetto prevede poi di venderne per 4,2 miliardi una quota del 20% a un gruppo di investitori guidato dal fondo Thrive Capital di Joshua Kushner, fratello del genero di Donald Trump. Infantino ha dato sino al 19 settembre alle federazioni per valutare se accettarlo o rifiutare il piano che richiede l’approvazione della maggioranza delle 211 associazioni parte della Fifa. La Uefa e i suoi 55 membri hanno già dato il loro netto parere contrario. «La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto d’investimento. È uno dei più grandi patrimoni sportivi del calcio. È stata costruita nel corso di generazioni da giocatori, squadre nazionali e sostenitori in ogni continente. Nessuna parte di essa dovrà mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita», sottolinea la nota. Il timore della Uefa è che l’ingresso di investitori esterni finisca per snaturare la natura del calcio. «Nel momento in cui investitori esterni acquisiranno quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambierà per sempre», si legge. «Il rendimento commerciale diventerà un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventeranno una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasmerà il futuro del calcio non sarà più guidata da ciò che serve al meglio il gioco, ma da ciò che serve al meglio gli azionisti». Da qui la decisione della Uefa di boicottare i tornei Fifa: uno scontro "calcistico" che, alla luce delle personalità coinvolte nell’operazione Fifa, rischia però di trasformarsi in uno scontro politico fra Stati Uniti ed Europa che già ha minacciato l’apertura di un’inchiesta Antitrust sul progetto di Infantino. D’altronde, è la stessa Uefa che sembra voler portare il conflitto su un piano geopolitico. «Ci sono momenti in cui le istituzioni sono giudicate non per ciò che sono disposte ad accettare, ma per ciò che rifiutano di compromettere. Questo è uno di quei momenti», conclude la nota. «Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo Fifa appartiene al calcio. E così sarà sempre. E finché l’Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita».