Mentre la Spagna sta fronteggiando uno dei flussi più massicci degli ultimi mesi con oltre 1.500 arrivi a nuoto in sette giorni dalla vicina costa del Marocco, nel Mediterraneo centrale le motovedette libiche vanno a caccia di navi Ong.

Lo documenta, con tanto di foto scattate lungo la rotta centrale, la più letale per i migranti che partono dalle coste libiche per raggiungere l’Europa, l’organizzazione umanitaria Emergency in mare con la sua flotta Life Support.

«Durante la 44ª missione, ancora in corso, la Life Support ha registrato una massiccia presenza di assetti non identificati e militari libici, che interferiscono con le operazioni di ricerca – scrive la Ong sui social -. È il fenomeno dello shadowing: motovedette della Guardia Costiera libica controllano o seguono a distanza più o meno ravvicinata e per diverse ore le navi umanitarie impegnate in attività di ricerca e soccorso in acque internazionali.

Ne sono prova le numerose testimonianze fotografiche inviate da bordo nei giorni scorsi che abbiamo postato e vi condividiamo».

Questo fenomeno non è casuale, sottolinea Emergency, ma «la diretta conseguenza di precise scelte politiche dell’Italia e dell’Unione Europea, che finanziano e legittimano condotte sempre più aggressive contro le navi umanitarie nel Mediterraneo Centrale.