È stato coperto di fischi e invitato ad andarsene dall’organizzatore della fiaccolata-manifestazione organizzata da Giovanni Esposito, fratello di Monica, la donna di 55 anni morta due mesi dopo essere stata investita da Salim El Koudri in centro a Modena. E così Luca Signorelli, l’eroe che fra i primi si lanciò sull’investitore per bloccarlo a terra il 16 maggio scorso in via Emilia Centro, dopo aver preso parola durante l’iniziativa si è dovuto allontanare, scortato da carabinieri e Digos.

Erano diverse centinaia le persone presenti in piazza Grande: la fiaccolata è diventata presto un comizio, in cui molti cittadini hanno preso la parola per reclamare più sicurezza in città. Signorelli, intervenendo, ha invitato i presenti a non cedere all’odio, sostenendo che l’attentato di El Koudri non avesse una matrice “anti-italiana”: lettura che ha sollevato i fischi.

Quanto accaduto suscita la reazione sdegnata di Pd e Avs. “Celebrato come eroe anche da chi ha organizzato la fiaccolata, per il coraggio dimostrato nel tentativo di fermare l’attentatore, ieri è stato contestato dagli organizzatori e costretto ad allontanarsi per aver semplicemente chiesto di non cedere all’odio. Questa è la dimostrazione più evidente di come, per qualcuno, conti più la propaganda politica del rispetto per le persone e per la verità”, ha sottolineato il segretario dem Diego Lenzini. Per Paolo Trande di Avs quanto accaduto a Signorelli “è gravissimo”, ricordando che si tratta di “un cittadino che ha compiuto un gesto di straordinario coraggio civico e che, fin dal primo momento, ha invitato tutti ad abbassare i toni, a non cedere all’odio e a non trasformare quella tragedia in uno strumento di contrapposizione politica. E forse proprio per questo, un eroe scomodo”.