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Giovedì la UEFA, la confederazione che riunisce le 55 federazioni europee di calcio, ha comunicato che queste boicotteranno i Mondiali se la FIFA, l’organizzazione che governa il calcio globale e che organizza i Mondiali, non ritirerà il suo criticato piano di privatizzazione di alcune delle proprie quote. Martedì la FIFA aveva infatti comunicato di voler creare una nuova società sussidiaria dal valore di 20 miliardi di dollari, la FIFA Forward Enterprise (FFE), attraverso la quale gli investitori esterni potranno acquistare fino al 21 per cento delle quote.
Se le nazionali europee, cioè quelle più forti e famose, non dovessero davvero partecipare ai prossimi Mondiali – quelli femminili saranno nel 2027, quelli maschili nel 2030 – sarebbe un enorme danno d’immagine ed economico per la FIFA.
Il piano della FIFA, però, deve ancora essere approvato dalla maggioranza delle federazioni nazionali e dai 37 membri del Consiglio della FIFA. Dovesse andare in porto, la FFE si occuperebbe della vendita di tutti i diritti connessi alla FIFA (sponsorizzazioni, biglietti, licenze, pacchetti televisivi) e della gestione operativa dei tornei, tra cui i Mondiali per nazionali e quelli per club.










