C’è un’immagine dell’asino che resiste da secoli: quella dell’animale ostinato, lento, incapace di comprendere una richiesta e pronto a fermarsi senza motivo. Un pregiudizio che ha accompagnato la storia di questa specie molto più a lungo di quanto abbia fatto la scienza. Ma dietro quella che per molti è ancora oggi considerata “testardaggine” si nasconde in realtà una caratteristica molto più interessante: la capacità dell’asino di valutare, scegliere e proteggersi.
A raccontarlo è il lavoro di Fiona A. Burden e Allison K. Thiemann, pubblicato nel 2015 sul Journal of Equine Veterinary Science con il titolo “Donkeys Are Different”, una delle revisioni più importanti degli ultimi anni dedicate alla medicina e al comportamento dell’asino. Un articolo che invita a cambiare prospettiva: l’asino non è un cavallo con caratteristiche diverse, ma un animale con una propria storia evolutiva, una propria psicologia e un proprio modo di comunicare con il mondo.
E proprio osservando il comportamento si scopre quanto sia stato ingiusto definirlo semplicemente “testardo” o “stupido”.
L’asino prima osserva, poi decide
Una delle caratteristiche comportamentali più interessanti descritte dagli autori riguarda il modo in cui l’asino affronta le situazioni nuove.






