Arkea, realtà maceratese che fino a poco fa operava sotto il nome Ricina, è tra queste. Chiuso il 2022 con un fatturato superiore a 11 milioni di euro, la cooperativa ha progressivamente affinato un metodo di lavoro che va oltre il semplice ritiro e smaltimento della carta: i documenti vengono riordinati, classificati e digitalizzati (nel pieno rispetto delle linee guida AGID), in modo che le copie digitali abbiano lo stesso valore probatorio degli originali cartacei.

Cosa significa che un documento digitale vale come l'originale?

Per anni la digitalizzazione degli archivi pubblici ha prodotto qualcosa di inutile: scansioni che erano foto, certamente non documenti. Buone da vedere, ma senza un valore legale. Per fare in modo che una copia digitale sostituisca davvero l'originale cartaceo, in un processo, in una gara d'appalto o in un accertamento fiscale, occorre seguire un protocollo preciso, certificato dall'Agenzia per l'Italia Digitale, che garantisce autenticità, integrità e leggibilità nel tempo. Non bastano uno scanner e un hard disk.

Il ruolo preciso di Arkea si distingue per un approccio che il Presidente Simone Mangoni definisce "scientifico".

L’approccio scientifico i si contrappone alla digitalizzazione tradizionale o improvvisata.