Pronto nel 2027 e senza barriere. Il ministro Giuli: "Milano è sempre un passo avanti rispetto a Roma"
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Ci sono luoghi in cui le ricchezze si misurano in chilometri di documenti: "Qui abbiamo 50 km cartacei - spiega Stefano Leardi, dal 2024 direttore dell'Archivio di Stato di Milano -. La nuova Cittadella degli Archivi ne contiene 200. Certo, però, che non è solo la quantità che conta, ma la qualità". Siamo in via Senato, nell'Archivio di Stato, in occasione della presentazione dell'intervento di valorizzazione finanziato dal PNRR (un milione e 400mila euro), dal Gruppo La Gioia Collaction (1 milione di euro), sponsor privati e interventi pubblici per valorizzare le facciate storiche e la fruibilità, insomma per rendere, entro il 2027, l'Archivio un luogo di cultura più funzionale, accessibile e aperto.Spulciando l'archivio si trova la storia di Anstruda, donna longobarda, nata libera che si innamora e sposa un servo. Deve firmare la "Cartola de accepto mundo", una pergamena in cui accetta di sottomettersi ai suoi fratelli, Sigirad e Arochis: la donna era considerata incapace di agire autonomamente, avendo sposato un servo perciò la tutela legale non spettava al marito ma ai fratelli. È la pergamena più antica custodita. Fra le altre compaiono quella con la firma di Leonardo da Vinci e la lettera scritta col sangue da Silvio Pellico durante la sua prigionia, oltre a testi scritti relativi agli anni del Terrorismo.






