A diciassette anni
il mondo pretende risposte proprio quando le domande cominciano a diventare più profonde. È l’età in cui si cerca il proprio posto mentre ogni voce esterna sembra sapere già chi dovremmo essere; il tempo delle possibilità, ma anche di un’inquietudine ancora priva delle parole per raccontarsi. Oggi a quella fragilità si aggiungono
la velocità, il rumore continuo e l’esposizione allo sguardo altrui
. Così, mentre l’identità dovrebbe potersi formare per tentativi, il rischio è di scambiare l’incertezza per inadeguatezza e una stagione di passaggio per una sentenza definitiva.
Si rivolge anzitutto a questa età di confine








