Madre e cucciolo di balena grigia (Eschrichtius robustus) nuotano nell’Oceano Pacifico
Le balene grigie che vivono nell'Oceano Pacifico stanno attraversando una delle crisi più gravi mai documentate. Secondo diverse organizzazioni ambientaliste e ricercatori statunitensi, tra il 2025 e il 2026 potrebbero infatti essere morte tra 2.200 e oltre 8.000 balene, una vera e propria strage che secondo molti esperti rientra nella definizione di "evento di mortalità catastrofica". Alla base di questo fenomeno senza precedenti ci sarebbe soprattutto la crisi climatica.
L'aumento delle temperature e il rapido scioglimento dei ghiacci marini in Alaska sta infatti modificando profondamente gli ecosistemi artici, riducendo la disponibilità delle prede di cui queste balene si nutrono. Molti dei cetacei ritrovati in difficoltà o spiaggiati nei mesi scorsi, come la balena morta mentre risaliva un fiume nello stato di Washington, erano infatti estremamente magri, un chiaro segnale che stanno letteralmente morendo di fame. Gli scienziati lanciano quindi l'allarme e chiedono al governo maggiori tutele per la specie nelle acque degli USA, cosa che purtroppo difficilmente avverrà: l'amministrazione Trump sta cercando di smantellare e allentare tutte le leggi che tutelano la fauna selvatica negli Stati Uniti.






