Circa 380 esemplari rimasti, un declino costante e nuove regole rinviate. Le balene franche dell’Atlantico settentrionale sono tra le specie più minacciate al mondo. La decisione politica del presidente statunitense Trump di ritardare le tutele apre un acceso dibattito tra ambientalisti e industria ittica.
Una specie sull’orlo dell’estinzione
Le balene franche dell’Atlantico settentrionale, tra i cetacei più rari del pianeta, contano oggi appena circa 380 esemplari. Questi grandi mammiferi marini, riconoscibili per il loro corpo nero e massiccio, possono pesare quanto un bulldozer di medie dimensioni.
Negli ultimi decenni la popolazione è diminuita drasticamente. Le principali cause di morte sono legate alle attività umane: gli animali restano impigliati nelle corde da pesca oppure vengono colpiti dalle navi. Secondo i gruppi ambientalisti, ridurre morti e ferimenti causati dall’uomo è essenziale per la sopravvivenza della specie.
La proposta di rinvio delle tutele







