Nella baia di San Francisco l’AI termica intercetta il respiro delle balene grigie e avvisa le navi in tempo reale
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Il soffio che diventa mappaPerché le balene entrano nella baiaLa tecnologia da sola non basta
La cosa più fragile, in mezzo a una baia attraversata ogni giorno da traghetti, cargo, pescherecci, motoscafi e navi enormi, può essere un soffio caldo che dura pochi secondi. Una balena grigia emerge, respira, torna giù. Sopra di lei, l’acqua sembra quasi uguale a prima. Intorno, però, la baia di San Francisco continua a funzionare come una macchina: rotte, orari, imbarchi, container, pendolari, turismo, traffico marittimo. E dentro questa macchina, da qualche tempo, passano sempre più spesso animali lunghi anche 12-15 metri, misticeti migratori che di solito dovrebbero avere altro da fare, più al largo, lungo la costa pacifica.








