La campionessa belga Sonita Muluh è stata vittima di un incredibile sabotaggio ai Mondiali di powerlifting in Lituania. L’autore del gesto, che le ha fatto perdere la medaglia d’oro, ha confessato di averlo fatto apposta perché razzista.

Una vicenda incredibile, un atto di sabotaggio razzista e vile, che ha privato della medaglia d'oro Sonita Muluh, favorita per la vittoria (nella categoria +84 kg) ai campionati del mondo di powerlifting che lo scorso giugno si sono svolti Druskininkai in Lituania. È stato lo stesso autore del gesto, dopo che i sospetti si erano fatti sempre più robusti, a confessare che non era stata una sfortunata casualità, ma qualcosa di deliberato: "Sono razzista e l'ho fatto apposta".

Campionessa del mondo nel 2024 (con altri due argenti vinti nel 2023 e 2025), più volte campionessa d’Europa, Sonita Muluh è tra le migliori atlete mondiali del powerlifting, la disciplina della pesistica in cui vince chi riesce a sollevare il peso maggiore in assoluto con il bilanciere in tre classici movimenti da palestra: squat, panca piana e stacco da terra. La 29enne belga di origini camerunesi avrebbe potuto vincere il suo secondo titolo mondiale in Lituania, ma il suo tentativo di squat – ovvero l'accosciata e la successiva risalita – da 334 kg (dopo quello riuscito precedentemente da 321,5 kg, che è nel video qui sopra) è stato invalidato non per un suo errore, ma per quello volontario di uno dei cosiddetti ‘spotter', che sono gli assistenti che si assicurano che tutto fili liscio e non ci siano problemi, in primis infortuni per gli atleti.