L’Unione europea ha comunicato che il riconoscimento facciale negli spazi pubblici attraverso l’intelligenza artificiale è contrario alle normative comunitarie. La commissione Trasporti del Senato aveva approvato un ampliamento dell’utilizzo di questa tecnologia in Italia. Uno dei passaggi più controversi della legge riguarda proprio la raccolta di dati biometrici, come le immagini del viso, negli spazi pubblici, che in alcuni casi sarebbe automatizzata.

L'Ue ricorda che il riconoscimento facciale in pubblico è vietato

Come funzionerebbe la legge italiana sul riconoscimento facciale

La risposta del Governo all'Ue

L’Ue ricorda che il riconoscimento facciale in pubblico è vietatoLa Commissione europea, attraverso una sua portavoce, ha ricordato che l’AI Act, la normativa comunitaria sull’intelligenza artificiale, vieta il riconoscimento facciale in pubblico:Il riconoscimento facciale negli spazi pubblici accessibili è una pratica vietata dalla legge sull’IA (AI Act), che è applicabile già dall’anno scorso e diventerà esecutivo entro quest’anno. Non vogliamo che con l’IA ci sia un controllo pubblico su dove noi e voi ci spostiamo quotidianamente negli spazi pubblici accessibili, quindi questo è un chiaro divieto.ANSALa portavoce ha detto che non si tratta di una bocciatura diretta del testo approvato ieri in commissione Trasporti al Senato, perché la Commissione europea non ha il testo definitivo della legge e quindi non la può valutare nel merito.Come funzionerebbe la legge italiana sul riconoscimento faccialeIl testo approvato il 29 luglio dal Senato è proprio volto a recepire l’AI Act dell’Ue. La legge include molte norme, ma quella che riguarda il riconoscimento facciale in pubblico è nell’articolo 10.