Per anni il dibattito sui robotaxi si è concentrato soprattutto sull’affidabilità della guida autonoma. Dai blocchi improvvisi nel traffico alle difficoltà nel gestire situazioni complesse, i veicoli senza conducente sono stati spesso al centro delle polemiche, in particolare negli Stati Uniti.
Oggi, però, il problema sembra essersi spostato. A finire sotto accusa non sono più le auto, ma alcuni passeggeri, il cui comportamento sta creando nuove difficoltà agli operatori del settore. Secondo quanto riportato da Bloomberg, episodi di incuria e vandalismo starebbero aumentando, costringendo aziende come Waymo ad adottare misure sempre più severe.
Portiere aperte, rifiuti e abitacoli lasciati in pessime condizioni
L’assenza di un conducente a bordo sembra spingere alcuni utenti a comportamenti che difficilmente adotterebbero su un taxi tradizionale. Uno dei primi problemi emersi riguardava le portiere lasciate aperte al termine della corsa. Un gesto apparentemente banale che, nei robotaxi, può bloccare completamente il veicolo e impedirgli di riprendere il servizio.
Per limitare il fenomeno, Waymo arrivò persino a offrire una ricompensa di 20 dollari a chiunque chiudesse la portiera rimasta aperta dopo il passaggio di un passeggero, evitando così l’intervento di personale dedicato. Con il tempo la situazione sarebbe peggiorata. Molti utenti segnalano veicoli lasciati sporchi con avanzi di cibo, bevande rovesciate, macchie di ketchup, sacchetti della spazzatura e altri rifiuti. Nei casi più estremi sarebbero stati trovati anche vomito, liquidi e altri residui che hanno reso necessaria la pulizia straordinaria dei mezzi.







