Le ibride plug-in (PHEV) tornano al centro del dibattito dopo la pubblicazione di una ricerca del Fraunhofer Institut di Karlsruhe, che ha analizzato il comportamento reale di 981.000 vetture immatricolate in Germania. Lo studio mette in evidenza un ampio divario tra i consumi dichiarati secondo il ciclo di omologazione WLTP e quelli registrati nell’utilizzo quotidiano.
I risultati riguardano prevalentemente modelli di prima generazione, meno evoluti rispetto alle plug-in oggi in commercio. Proprio per questo motivo, i dati non possono essere estesi automaticamente alle vetture più recenti, ma offrono comunque un quadro interessante sull’efficacia di questa tecnologia quando non viene sfruttata secondo le modalità previste.
Consumi reali molto più alti dei valori omologati
Secondo la ricerca, in condizioni di utilizzo reale le plug-in hybrid possono registrare consumi fino al 300% superiori rispetto ai valori dichiarati durante i test WLTP. Di conseguenza aumentano anche le emissioni di CO₂, che risultano sensibilmente più elevate rispetto ai dati di omologazione.
L’analisi è stata condotta utilizzando i dati OBFCM (On-Board Fuel Consumption Monitoring) messi a disposizione dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA). Il database comprende quasi un milione di veicoli PHEV immatricolati tra il 2021 e il 2023 e raccoglie informazioni sull’intero ciclo di vita delle vetture, come il chilometraggio totale, i consumi di carburante, la quota di percorrenza in modalità elettrica e quella con il motore termico, oltre ai dati tecnici relativi ai singoli modelli.






