Un attacco con droni ha colpito due navi gasiere nel porto di Damietta, in Egitto, sul mar Mediterraneo. Si tratta del primo raid che colpisce direttamente il terminale, uno dei principali snodi egiziani per l’esportazione di gas verso l’Europa. L’episodio assume un rilievo particolare perché segna che il conflitto rischia di estendersi ben oltre il Mar Rosso e il Golfo Persico, aree al centro della guerra tra gli Stati Uniti e l’Iran.

A finire nel mirino è stata la Energos Winter, una Fsru (Floating Storage and Regasification Unit), cioè un’unità galleggiante di stoccaggio e rigassificazione del gas naturale liquefatto. La nave, lunga circa 295 metri e con una capacità di stoccaggio di circa 138.250 metri cubi di Gnl, appartiene alla società statunitense Energos Infrastructure, controllata da fondi gestiti da Apollo Global Management, ed è noleggiata dalla compagnia statale Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS) per rafforzare la sicurezza energetica del Paese.

L’altra nave colpita è la GasLog Salem, una metaniera lunga circa 300 metri che può stoccare fino a 174.000 metri cubi di gas naturale liquefatto, gestita dalla compagnia greca GasLog ed era ormeggiata al terminale di Damietta per operazioni legate all’esportazione di Gnl.