Una guida destinata ai pediatri per aiutarli, con strumenti pratici, ad affrontare temi come la varianza di genere, l’orientamento sessuale, le famiglie omogenitoriali, è diventata un caso politico. È accaduto al documento Oltre lo sguardo, realizzato dalla Società italiana di pediatria (Sip) e dall’associazione culturale pediatri (Acp), finito nel mirino del movimento Pro Vita& Famiglia, che ha lanciato una petizione per chiederne il ritiro agitando il famigerato spauracchio dell’«ideologia gender».

Si è pronunciata anche la Garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni, che ha chiesto chiarimenti e segnalato criticità, in particolare ha definito «impensabile» l’ipotesi di avviare un percorso di transizione sociale, inteso come cambiamento del nome, dell’abbigliamento e del ruolo di genere, per una bambina di tre anni, come riportato in uno dei casi descritti dalla guida.

A queste osservazioni Sip e Acp hanno risposto con una lettera indirizzata alla stessa Autorità e con un documento di approfondimento nel quale ribadiscono che la guida «è uno strumento informativo e formativo, non una linea guida clinico-terapeutica», confermando la disponibilità a un confronto istituzionale e scientifico nell’interesse superiore dei minori.