L'amministratore delegato traccia un bilancio del suo mandato: "Siamo tornati in utile con oltre un milione di euro". Nel frattempo: "Trattative aperte con Scorsese"
Cinecittà chiude il bilancio in utile e l'amministratore delegato Manuela Cacciamani fa il punto sui primi due anni del suo mandato. "Siamo tornati in utile con oltre un milione di euro", racconta all’Adnkronos, "ma dentro questo bilancio c’è l’esperienza umana dentro gli Studios più iconici del mondo: mettere insieme l’ambizione di tutelare l’azienda con quella di rispettare i diritti dei lavoratori è stata la sfida più grande". Il risultato, sottolinea, è merito anche dei dipendenti: "Hanno dato fiducia, hanno trovato risorse profonde per superare momenti di crisi. Cinecittà è sempre stata bella e dannata, ha vissuto stagioni positive e negative, e questo ha rafforzato il senso di appartenenza". Nel giorno del Cda, in cui presenta il nuovo organigramma, Cacciamani parla di come la nuova Cinecittà punti su giovani, ricambio generazionale, welfare aziendale, parità di genere, tradizione che guarda al futuro e competitività internazionale senza dimenticare l'attenzione alle produzioni italiane. "Essendo ritornati in una stagione economica più favorevole, è stato possibile riequilibrare i livelli all’interno dell’organigramma. Sono molto contenta che molte figure femminili crescano all’interno del Contratto nazionale dei lavoratori". Una crescita, precisa, fondata sulla "meritocrazia": "Non sono né maschilista né femminista, sono umanista e ritengo che l’umanità vada protetta". Tra i risultati concreti, il rinnovo del contratto nazionale, fermo da anni, e la modifica della norma che impediva ai parenti di primo grado dei dipendenti di accedere alle graduatorie: "Era una preclusione ingiusta. Ora abbiamo anche figli di dipendenti tra gli stagisti". Una scelta che valorizza mestieri manuali dove "la passione si tramanda in famiglia: si fa fatica a cercare un elettricista o un fabbro giovane".






