Reggio Emilia, 30 luglio 2026 – Il correggese Riccardo Bondavalli è campione d’Italia di paraciclismo. Un traguardo conquistato nella categoria MC1 nel weekend a Zoppola, in provincia di Pordenone, ma che – al di là dell’impresa sportiva – racconta una straordinaria storia di riscatto. Ex portiere a livello giovanile, nel 2011 rischia di morire tra le lamiere della sua autovettura, capovolgendosi più volte e terminando la propria corsa in un fosso. Da lì una dura riabilitazione con un unico desiderio, poter tornare a camminare, poi il tunnel della tossicodipendenza, la rinascita a San Patrignano e una faticosa risalita. Oggi aiuta i giovani nel percorso d’ingresso in comunità e, in bici, ha un sogno ben chiaro: la maglia azzurra.
Partiamo dalla fine: come mai la bicicletta?
“Nel 2019, dopo essere uscito da San Patrignano, ho sentito il bisogno di rimettere mano alla parte fisica, che dall’incidente in poi avevo trascurato. Cosa posso fare?, mi sono chiesto. La bici mi era sempre piaciuta e l’ho presa in mano: ma che fatica! Ho provato un dolore infinito, in particolare alle gambe e alla schiena, poi via via sempre meglio. E sa una cosa?”.
Prego.
“Mentre pedalavo ho capito che mi potevo riavvicinare agli altri, eliminare le differenze che sento rispetto a com’era prima dell’incidente. Ho iniziato a studiare, documentarmi, capire e mi sono concentrato sulla bicicletta da strada: ho incontrato Obiettivo 3, società sportiva fondata da Alex Zanardi nel maggio 2017 per reclutare, avviare e supportare concretamente persone con disabilità nella pratica dello sport paralimpico. Ho fatto un campus con loro e ho iniziato a gareggiare, fino al successo ai campionati italiani di Zoppola”.






