Nel saggio "A tavola con i demoni", Andrea Maraschi ricostruisce il legame tra cucina, pratiche magiche e credenze religiose nel Medioevo, quando il cibo era ritenuto capace di influenzare il destino, la salute e l'animaNel saggio "A tavola con i demoni", Andrea Maraschi ricostruisce il legame tra cucina, pratiche magiche e credenze religiose nel Medioevo, quando il cibo era ritenuto capace di influenzare il destino, la salute e l'animaDi cibo e magia si parla poco, e per lo più in termini metaforici. Capita di sentir parlare della fascinazione di un piatto, dell’incantesimo di un drink o dell’occultismo di un cuoco. Ma si tratta, appunto, di espressioni figurate: mica ci sono fattucchiere o negromanti in cucina, meno che mai a tavola. Tornando all’esperienza concreta, l’enogastronomia convoca per lo più dimensioni sociali come la politica e l’economia, la storia e la medicina, l’arte, le buone maniere. Una pietanza potrà pure stregare, ma giusto il tempo di parlarne, di esprimere a stentate parole quella cosa spesso indicibile che è il gusto. Poi la situazione sembra ridimensionarsi, e torna la quotidianità.Le cose non sono sempre andate così. A lungo s’è pensato che il cibo, in tutte le sue manifestazioni, avesse un qualche potere trasformativo – del corpo e dello spirito – che va oltre la semplice operazione di nutrizione. In un libro recente intitolato A tavola con i demoni (Laterza, pp. 192, € 18), lo storico Andrea Maraschi, esplorando più che altro l’Alto Medioevo, ricostruisce le molte e complesse pratiche alimentari in cui il lavoro del cuoco e quello dello stregone sono tutt’uno, accostandosi in questo all’alchimista e al guaritore, all’indovino e al prete. Molti cibi, nel corso di quei secoli, venivano percepiti, e dunque usati, come portatori di poteri metamorfici, capaci di suscitare il sonno e la follia, così come l’appetito sessuale, oppure di scansare la morte. E non è un caso che il libro si apra con le vicende personali di Apuleio, il celebre autore delle Metamorfosi, accusato di aver concupito la futura moglie Pudentilla per mezzo di arti magiche. Il poeta aveva in effetti chiesto che gli venissero pescati tre specie di animali marini: la veretilla e la lepre marina, somiglianti all’organo genitale maschile, e il virginal, simile piuttosto a quello femminile. E l’accusa fu d’aver giocato d’analogia, utilizzando le proprietà fisiche di quelle bestiole per mettere in opera le sue arti seduttive. Il simile cura il simile, sosteneva Apuleio, in questo invertendo il celebre postulato del primo medico della storia, Ippocrate di Cos, per il quale è il contrario a curare il contrario.In un caso come nell’altro, se pure rovesciati, vige lo stesso principio dell’analogia, che per molti secoli, dall’Antichità al Medioevo e oltre, ha permesso di accostare le cose del mondo al sovrannaturale, e dunque di mettere in collegamento l’uomo a Dio per il tramite della pratica più umana che esita: cioè a dire la cucina. In questo, a lungo la medicina scientifica e le pratiche magiche sono andate di conserva, dove a mediare fra loro sono più che altro le credenze religiose. C’è come una simpatia universale che regola le dinamiche del cosmo, un movimento continuo di attrazione e repulsione degli esseri fra loro che qualcuno, dotato di poteri sovrannaturali, deve controllare: e si tratta appunto del cuoco, assimilato a figure – guarda caso – analoghe come il sacerdote e l’indovino, l’astrologo e l’incantatore. Con un nemico comune di fondo, che è il diavolo nelle sue varie manifestazioni, anch’esso dotato di poteri stregoneschi. Cucinare male è pratica assai diffusa.Il caso più evidente di questo intreccio fra cucina, magia e religione è ovviamente quello della carne, dei suoi divieti, delle sue glorificazioni. Cibo per ricchi e dunque status symbol, nei mille anni di Medioevo questo alimento passa da alimento germanico (a pietanza per tutti, salvo seguire le mediazioni della Chiesa cattolica, che non la vieta del tutto, consigliandone piuttosto l’astensione in precisi periodi dell’anno e giorni della settimana. E oggi? Tutto passato? Macché. Le cose avranno forse altri nomi, niente più maghi e alchimisti ma chef e food creator. Ma il potere del cibo è tutt’altro che dimenticato. Si pensi alle centinaia di fisime che rivendicano migliaia di consumatori. Rifiutare certi alimenti è il miglior modo per attestarne i poteri taumaturgici. Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp