di
Alessandro Luongo
Il Progetto Exempla, che punta a valorizzare le risorse della Campania, riporta l'attenzione su un marchio con 150 anni di storia. E che oggi ha aperto un'Academy di pasticceria
Un simbolo dell’eccellenza italiana nel mondo. O meglio, l’epitome dell’artigianato italiano nel settore delle bevande e dei prodotti dolciari, con oltre 150 anni di storia. C’è una Campania che si racconta attraverso le mani dei suoi artigiani, la forza delle tradizioni e il valore di produzioni che costituiscono la memoria dei luoghi, ed è quella del progetto Exempla, promosso dalla Regione, che vede emergere Benevento, con il suo liquore Strega. Il racconto si sviluppa così tra le origini della ricetta nata nel 1860 e la sua evoluzione nel tempo, attraverso un percorso che segue materie prime, lavorazioni e processi di invecchiamento. Ogni sala del Museo Aziendale Strega Alberti, inaugurato nel 2010 nel vecchio stabilimento, diventa una tappa di scoperta, in cui la ricetta segreta si rivela attraverso immagini, suggestioni e testimonianze della tradizione produttiva.
Giuseppe Alberti nasce il 29 luglio 1834 a S. Felice a Cancello (CE). A Benevento apre un caffè nella piazza principale della città, destinato a diventare punto d’incontro degli spiriti liberali. In questa fase avvia anche un florido commercio di vini con tutta Italia. «In seguito, l’ex Presidente del consiglio dei ministri del Regno d’Italia, Francesco Saverio Nitti, mise i dazi sui prodotti italiani e i francesi smisero di comprare il suo vino. Da qui nacque l’idea di produrre un liquore ottenuto dalla distillazione di diverse botaniche, ispirandosi nel nome all’antica leggenda che lega Benevento ai riti di stregoneria del Sannio» racconta Giuseppe D’Avino, presidente e amministratore delegato della media impresa nota a livello planetario. «Faccio parte della sesta generazione della famiglia Alberti – si presenta – mia madre è Paola Alberti, unica discendente rimasta in vita». Il nome «Strega» venne coniato dal fondatore Giuseppe Alberti per richiamare le antiche leggende e i miti delle streghe che, secondo la tradizione si riunivano a Benevento sotto un albero di noce sulle rive del fiume Sabato per praticare i riti sabbatici. Nel centro del capoluogo sannita il fondatore gestiva un caffè, punto di ritrovo dei beneventani, dalla cui attività si ramificò una fitta rete di esportazione di vini, appunto. Nel 1860 mise a punto un metodo e una ricetta che diede vita al liquore che tuttora è prodotto secondo l’antica e segreta formula, basata sulla mollitura di circa 70 erbe e spezie selezionate a livello internazionale. Tra cui cannella di Ceylon, giaggiolo bianco, ginepro dell’Appennino italiano, menta del Sannio, zafferano.







