Un singolo individuo, da solo, non può fondare una popolazione. Tegu e varani si riproducono sessualmente (niente partenogenesi, a differenza di alcune specie di lucertole o serpenti), quindi serve almeno una coppia fertile nello stesso periodo e nello stesso luogo. Il rischio reale di "insediamento come specie aliena invasiva" non nasce quasi mai da un singolo esemplare, ma da rilasci o fughe ripetute nel tempo, come più animali della stessa covata o dello stesso allevamento domestico. Come è avvenuto per il camaleonte comune nordafricano rilasciato in Puglia e in Calabria.
Oppure femmine già gravide, nel caso specifico dei rettili, una femmina che scappa già fecondata può deporre uova vitali anche senza la presenza successiva di un maschio nell'area. Quindi, di fronte a un singolo esemplare individuato una volta sola, il rischio ecologico immediato è basso. È il ripetersi nel tempo di episodi simili nella stessa regione a costituire il vero campanello d'allarme per un possibile insediamento futuro. È anche per questo che la segnalazione tempestiva di ogni avvistamento è importante: permette alle autorità di capire se si tratta di casi isolati o di un evento ricorrente in una certa zona.











