Di: Modem / AC Le dimissioni di Claudio Zali dalla carica di consigliere di Stato hanno lasciato il segno. Si tratta di una delle crisi istituzionali più gravi degli ultimi anni, con ricadute che, secondo alcuni, hanno già compromesso l’immagine del cantone, anche oltre Gottardo.Il Governo sotto accusaA dover rispondere delle critiche è stata in prima battuta Marina Carobbio Guscetti, consigliera di Stato socialista e da mercoledì nuova presidente del Governo ticinese. Ai microfoni di Modem della RSI, Carobbio Guscetti ha ammesso che il momento è “difficile per il Governo, difficile soprattutto per il cantone, per le istituzioni e per la popolazione”.Carobbio Guscetti ha tuttavia riconosciuto che qualcosa avrebbe potuto essere fatto diversamente: “A bocce ferme si poteva fare tutto più rapidamente, si potevano prendere decisioni più rapide”, pur ribadendo che il Governo ha affrontato la crisi fin dal primo giorno.L’uscita di scena di ZaliSul modo in cui Claudio Zali ha scelto di congedarsi - assente alla conferenza stampa, autore di una lettera inviata selettivamente ad un solo media e giudicata da molti più ricca di accuse che di scuse - il coordinatore della Lega dei Ticinesi Daniele Piccaluga ha preferito non entrare nel merito. “Non sta al coordinatore della Lega fare commenti”, ha detto, ipotizzando però che la scelta di non presentarsi in conferenza stampa fosse stata concordata con i colleghi di Governo. Piccaluga ha scelto piuttosto di chiudere con un bilancio umano positivo, ricordando gli “oltre 30 anni al servizio delle istituzioni” di Zali e ringraziandolo per quanto fatto per il canton Ticino.L’UDC e la questione MarchesiSe per la Lega è stato un giorno amaro, per l’UDC la giornata di mercoledì ha avuto un sapore diverso. Con le dimissioni di Zali, il partito si appresta ad avere per la prima volta un proprio rappresentante in Governo nella persona di Piero Marchesi, che ha già annunciato la propria disponibilità a subentrare. Il capogruppo UDC in Gran Consiglio Alain Bühler ha cercato di stemperare i toni: “Stappare lo champagne? Direi di no. Anche perché la situazione con la quale siamo arrivati a questo punto di certo non ci fa festeggiare”, pur ammettendo che per il partito si tratta comunque di un passo positivo.Sulla tempistica dell’annuncio di Marchesi, giudicata da alcuni inopportuna, Bühler non ha avuto dubbi: nessuna scavalcatura procedurale, solo una scelta di trasparenza. “Noi come partito preferiamo la chiarezza e la trasparenza all’offuscamento e alle situazioni nebulose”, ha detto.Lega e UDC: separati ma non nemiciSullo sfondo resta la questione dei rapporti tra Lega e UDC, reduci da un divorzio politico che aveva portato alle liste separate per le Cantonali 2027. Con Zali fuori scena, ci si interroga su una possibile riconciliazione. La risposta di entrambi i partiti è stata cauta: collaborazione sì, lista comune no, almeno per ora. “Si correrà con due liste per salvare ognuno il posto in Governo”, ha sintetizzato Piccaluga, mentre Bühler ha lasciato aperta la porta su singoli temi condivisi, dalle iniziative federali alla gestione della spesa cantonale.Quel che è certo è che il canton Ticino si avvicina alle prossime elezioni con un Governo indebolito, istituzioni da ricostruire e un panorama politico in pieno rimescolamento.