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Da diversi giorni la politica del Canton Ticino, una delle 26 divisioni amministrative della Svizzera, è in subbuglio per via di un grosso scandalo che ha coinvolto il consigliere di stato e attualmente presidente del governo cantonale Claudio Zali. Tutto è iniziato dopo che sono circolate alcune registrazioni di una telefonata in cui un uomo, che i giornali svizzeri hanno identificato con Zali, consiglia a una donna di «riempire di botte» un’altra donna, sostenendo di averla già picchiata in passato lui stesso.

Il profilo Instagram che per primo avrebbe diffuso gli audio della telefonata non si trova più. Finora Zali non ha smentito il contenuto delle registrazioni e non ha negato di essere lui l’uomo che parla, e si è limitato a dire che sporgerà denuncia.

Zali è dal 2013 consigliere di stato, cioè uno dei cinque membri del governo cantonale ticinese, e fa parte della Lega dei Ticinesi, un partito di destra. Attualmente ricopre anche la carica di presidente, che nel Canton Ticino è una funzione a rotazione annuale tra i cinque consiglieri, ed è direttore del Dipartimento del territorio.

La vicenda degli audio ha suscitato moltissime polemiche politiche. La posizione di Zali si è ulteriormente aggravata dopo che si è saputo che è indagato per abuso di autorità dalla procura ticinese per un altro caso.