PAVIA. Oltre 1.200 donne anziane truffate con il sistema delle vendite porta a porta in tutta Italia, colpi messi a segno anche in provincia di Pavia e un patrimonio da 2,5 milioni di euro sequestrato. La Guardia di Finanza di Padova ha concluso le indagini su un'associazione per delinquere radicata nel Padovano ma attiva in numerose località del territorio nazionale, consentendo alla Procura di Padova di chiedere il rinvio a giudizio di sei persone ritenute responsabili di una lunga serie di truffe ed estorsioni ai danni di donne anziane. E tutto è cominciato dalle auto di lusso usate da alcuni di loro per frequentare i locali nelle serate padovane. L'inchiesta arriva dopo le misure cautelari già disposte dal giudice per le indagini preliminari di Padova nei confronti dei presunti capi e promotori dell'organizzazione: una persona era finita in carcere, due agli arresti domiciliari, mentre era stato disposto il sequestro preventivo di beni per circa 2,5 milioni di euro, ritenuti provento dei reati contestati. I beni sequestrati Tra i beni sequestrati figurano orologi di lusso, gioielli, capi d'abbigliamento e accessori, oltre a disponibilità finanziarie e altri beni mobili e immobili. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il gruppo si avvaleva di una rete di agenti di vendita che operavano con il sistema del porta a porta, presentandosi nelle abitazioni già consapevoli di trovare anziani, casalinghe, pensionati e persone sole, considerate le vittime più vulnerabili. L’avvio dell’inchiesta L'inchiesta ha preso avvio durante l'ordinario controllo economico del territorio. Per mesi i militari hanno osservato alcuni dei soggetti poi indagati frequentare locali esclusivi della movida padovana a bordo di auto di lusso. Gli approfondimenti successivi, insieme alle denunce delle vittime, hanno portato alla ricostruzione dell'attività dell'associazione.